Una pagina importente della nostra storia

Negli anni ’80 la storia del Trento si caratterizza per la presidenza di Giorgio Grigolli e per la creazione del Pool formato da imprenditori locali. La prima stagione del nuovo decennio, dopo un avvio difficoltoso, regala  ai tifosi un dignitoso piazzamento a metà classifica. Baveni però lascia per divergenze con il DS David e viene sostituito da Stevanato, la politica di valorizzazione dei giovani regionali cara a David porta in squadra Demattè, Montagni, Bertinato e Pallanch, a rafforzare il reparto arretrato a ottobre arrivò dall’Udinese Gigi De Agostini futuro azzurro. Al termine del torneo sarà un discreto ottavo posto.
E’ l’ultima stagione di David al Trento, che in estate passa  al Bologna e lascia il  posto a Claudio Molinari. Nel 1983 il Trento, partito addirittura con propositi di B, si ritrova alla fine ultimo con 12 punti ed un valzer di panchine con ben tre allenatori: Cappelli, Ansaloni e infine Bazzarini.
Torna quindi sulla panchina Bruno Baveni ma l’avventura in C2 pur non partendo sotto i migliori auspici, con il ritorno a Trento di Lutterotti e Domenicali, in attacco l’arrivo di Fabrizi-Marchetti ed Araldi, e Bencardino e Castioni in difesa, si rivela esaltante. Dopo una partenza di rincorsa  sulle fuggitive Ospitaletto e Virescit, il colpaccio arriva all’ultima giornata, quando sul campo della capolista Ospitaletto, gli aquilotti sbancano con gol di Bencardino e arrivano allo spareggio di Mantova proprio con i bresciani. Domenica 16 giugno allo stadio Martelli 6 mila spettatori dei quali almeno 4 mila trentini assistono ad una partita nervosa che termina 0 a 0, e come a Verona pochi anni prima, il Trento si gioca la promozione ai rigori, e grazie alle parate di Mair ed al tiro finale di Lomanno,  è di nuovo in C1. Tripudio aquilotto e festa fino a notte in città.